Un viaggio nella storia degli Elixir: dalla pozione di lunga vita alla medicina che uccise centinaia di pazienti

Oggi conosciamo gli elixir come bevande alcoliche gradevoli che accompagnano i nostri momenti di amicizia e convivialità.

Che siano consumati come aperitivo  o digestivo, poco importa: gli elisir con la loro varietà di gusti riescono a mettere d’accordo tutti.

Ma è sempre stato questo il ruolo di questa bevanda?

In questo articolo andiamo alla scoperta della storia degli elixir, rivelando gli aneddoti più importanti e anche quelli più perturbanti.

Cosa è un elixir e perché si parla di elixir di lunga vita?

L’elixir o elisir è una bevanda alcolica che si ottiene da ingredienti aromatizzanti con caratteristiche che li rendono idonei a sciogliersi in acqua o in alcol etilico e presentano generalmente un 40-60% di soluzione alcolica.

Le sostanze aromatizzanti presenti all’interno degli elixir, possono svolgere azione medicamentosa nei casi di elixir medicinali.

Queste bevande, infatti, hanno un passato legato più alla scienza che al piacere del bicchiere.

Leggende e narrazioni parlano spesso del cosiddetto elixir di lunga vita, una bevanda che ha il potere di prolungare la vita e che era l’obiettivo dell’ossessiva ricerca da parte degli alchimisti in epoca medievale.

Con il trascorrere dei secoli, in tutto il mondo, tradizioni, mitologia e spiritualità si sono intrecciate con la credenza dell’elisir di lunga vita, conferendo un’aura di mistero attorno a questa bevanda.

La nascita degli elixir

Prima ancora che gli elixir diventassero bevande che allietavano momenti di convivialità, queste erano preparazioni medicamentose a base di erbe infuse in acqua o in alcol. Così, nelle epoche passate, le spezierie dei conventi erano i luoghi dove vedevano la luce dei liquidi in grado di ridare la vita ai moribondi.

Tuttavia, sebbene la letteratura e la filmografia mostrano l’utilizzo degli elixir a scopo medicale durante l’epoca medievale, per scoprirne la loro nascita bisogna abbandonare l’occidente e addentrarsi nel cuore della civiltà islamica.

È qui che nacque la prassi di creare delle bevande considerate panacee contro ogni male e le storie su come realizzarle si tramandarono prima oralmente e poi con testi segreti fino a raggiungere la Grecia e fare il loro ingresso in Europa.

Ogni regione aveva la sua segretissima ricetta che differiva per gli ingredienti utilizzati, il metodo di preparazione e il gusto. 

I monaci erano detentori di questo prezioso sapere oltre che degli orti claustrali dove coltivavano ogni tipo di erba, bacca e spezia necessaria.

Accanto ad essi anche medici, speziali ed erboristi detenevano questo patrimonio del sapere e l’avvio delle prime piccole botteghe di produzione artigianale accelerò la diffusione degli elixir in Europa e in Italia.

L’elixir letale che costò la vita a più di 100 persone

Il disastro dell’elixir Sulfanilamide del 1937 è stato uno dei più gravi avvelenamenti di massa del XX secolo. 

La sulfanilamide era un farmaco antibatterico e veniva utilizzata in modo sicuro nel trattamento delle infezioni da streptococco. 

Il Dr. Calhoun realizzò una nuova formulazione di elixir al gusto di lampone che preparò utilizzando il 70% di glicole dietilenico (DEG), poiché vi era la necessità di avere il farmaco nella sua forma liquida. 

Il glicole dietilenico può essere fatale e, senza saperlo, l’azienda ha distribuito il prodotto in tutti gli Stati Uniti. 

L’ignoranza sulle conseguenze dell’assunzione di tale elixir era dovuta al fatto che la Food and Drug Regulation all’epoca non richiedeva studi di tossicità per le nuove formulazioni, di conseguenza, l’azienda non effettuò alcuno studio di tossicità. 

Poco dopo la sua comparsa sul mercato, l’Associazione Medica Americana fu messa al corrente dei casi di morte dovuti alla somministrazione di questo elixir e, nonostante gli immediati tentativi di ritirarlo, molte persone che assunsero l’elixir, morirono. 

L’elixir era prodotto da un’azienda farmaceutica statunitense, la S. E. Massengill Company e questa nuova formulazione provocò la morte di 105 pazienti.

In risposta a questa tragedia, il Congresso degli Stati Uniti approvò nel 1938 la legge federale sugli alimenti, i farmaci e i cosmetici (FD&C), che richiedeva una prova di sicurezza prima del rilascio di un nuovo farmaco e anche nei casi di riformulazione dello stesso. 

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